Mercati e Patrimonio

Storie di impresa - San Marco Group: oltre 80 anni di storia tra innovazione, governance condivisa e un passaggio generazionale regolamentato.

Innovazione, sostenibilità, governance condivisa e un passaggio generazionale regolamentato sono i pilastri su cui si fonda la visione futura di San Marco Group. Ne parla Mariluce Geremia, quarta generazione alla guida dell’azienda di famiglia e oggi Vicepresidente e Chief HR Officer, in un’intervista che racconta come una realtà con oltre 80 anni di storia sia riuscita a coniugare tradizione e crescita internazionale.

Alla base di questa evoluzione, non solo una solida cultura imprenditoriale, ma anche un modello di continuità attentamente strutturato, che garantisce il ricambio generazionale con regole chiare e competenze elevate, assicurando così coerenza nei valori e capacità di affrontare con decisione le sfide del futuro.

 

Mariluce, San Marco Group è una realtà internazionale con una lunga storia alle spalle. Ci racconta, attraverso qualche numero e traguardo chiave, come si è evoluta l’azienda e quale posizionamento ha raggiunto nel panorama globale?

San Marco Group S.p.A. è leader nella produzione e commercializzazione di pitture e vernici, finiture decorative e sistemi per pavimenti destinati all’edilizia professionale. Forte di oltre 80 anni di storia, l’azienda si è evoluta nel tempo fino a diventare un punto di riferimento a livello internazionale. Presente nei cinque continenti - in oltre 100 Paesi nel mondo, con una forte presenza in Cina, India e Middle-East - oggi San Marco Group conta 7 siti produttivi e 4 società commerciali ubicate in diversi Paesi, dove lavorano 350 persone. San Marco Group è proprietario di sei brand, acquisiti o sviluppati internamente, con un chiaro posizionamento e canali distributivi differenziati: questo ha consentito all’azienda di ampliare le opportunità di business verso nuovi mercati e nuovi segmenti di clientela, offrendo un ampio portfolio di prodotti e soluzioni. La ricerca di opportunità in mercati esteri, le acquisizioni e il potenziamento della capacità logistica, produttiva e dei servizi offerti hanno portato il Gruppo a diventare un chiaro riferimento nel segmento pitture, rivestimenti, finiture decorative e pavimenti. L’azienda ha radicato nel proprio DNA lo sviluppo di prodotti innovativi, tecnologicamente all’avanguardia e rispettosi dell’ambiente. Da sempre San Marco Group punta a un miglioramento continuo, immaginando e realizzando nuove soluzioni con grande impegno sul fronte della ricerca e sviluppo.

 

Quali sono le caratteristiche del vostro mercato di riferimento?
In Italia quello delle pitture e vernici per edilizia è un mercato rilevante e piuttosto complesso, caratterizzato una spiccata frammentazione, che vede la compresenza di grandi multinazionali e piccole imprese locali, oltre a una elevata competitività che si gioca su diversi terreni: quello dell’innovazione, con significativi investimenti in ricerca e sviluppo per assicurare prodotti durevoli; quello della sostenibilità, con una spinta sempre maggiore alla realizzazione di prodotti rispettosi dell’ambiente e del benessere delle persone; e quello della digitalizzazione, cruciale nella ottimizzazione dei processi produttivi e nella vendita. 
Negli ultimi mesi diversi elementi ne hanno condizionato l’andamento: il complesso contesto geopolitico internazionale, le difficoltà legate all’ approvvigionamento di materie prime e, adesso, i dazi imposti dalla UE sul biossido di titanio proveniente dalla Cina. Non secondarie sono le incertezze generate dall’aumento dei costi dell’energia e dai vincoli posti dalle legislazioni ambientali.
A livello nazionale, nello stesso periodo, la domanda è stata influenzata dal venir meno delle agevolazioni legate al Superbonus per l’edilizia e al rallentamento del mercato immobiliare.
 

Siete un'azienda familiare con una lunga storia che si è evoluta nel tempo: quali sono i valori presenti dalla fondazione?
I valori fondanti che dal 1937 ci hanno guidati come la qualità del prodotto, l’innovazione, l’attenzione alle persone con cui lavoriamo e la volontà di essere un motore per il comparto delle pitture e vernici, sono stati oggi declinati in 4 pilastri ai quali la nostra organizzazione si ispira: Passione, Energia, Innovability e Nobility. Soprattutto crediamo che ci contraddistingua l’ultimo valore, quello della Nobiltà d’animo, correttezza, trasparenza ed etica. Questi principi ci guidano nella visione del futuro e nel mantenimento della nostra competitività in un mercato dinamico e in continua trasformazione.

 

Come avete disciplinato la governance?
L'azienda ha una governance strutturata, con un Consiglio di Amministrazione composto da membri familiari e figure indipendenti, e con diversi comitati operativi (Management Team, Comitato Cantiere Piano Industriale, Comitato ESG, Comitato Salute e Sicurezza, Comitato di Prodotto). L'inclusione di membri esterni nel CDA mira ad arricchire la diversità di competenze e prospettive, elemento fondamentale per rafforzare la conduzione del Gruppo e ottimizzare il processo decisionale.

 

In particolare, come avete deciso di disciplinare l'entrata delle nuove generazioni?
Per garantire una gestione trasparente e condivisa dell'azienda, la famiglia si riunisce periodicamente in consigli di famiglia ad hoc, al di fuori dell'ambiente lavorativo. Questi incontri, che coinvolgono i cinque membri della nostra famiglia (mio fratello, mia sorella e i miei genitori), servono a verificare il rispetto dei Patti di Famiglia, un documento dettagliato che definisce le regole di governance. Questi accordi sono fondamentali per assicurare un allineamento tra i soci su temi cruciali come la distribuzione dei dividendi, i ruoli e le responsabilità dei membri in azienda; così come la formazione, i compensi, la comunicazione con i membri non più operativi e l’entrata in azienda delle nuove generazioni, garantendo così una partecipazione costruttiva al Consiglio di Amministrazione. Soprattutto per quanto riguarda le nuove generazioni abbiamo condiviso la necessità di portare le migliori competenze in Azienda, pertanto abbiamo fissato dei parametri (MBA, esperienza all’estero, gestione di persone ecc) necessari a permettere l’ingresso delle future generazioni nelle funzioni apicali. Abbiamo inoltre stabilito che i nostri figli non potranno entrare in azienda  per ricoprire ruoli operativi, questo per salvaguardare un equilibrio interno e il rispetto di ruoli e gerarchie.

 

Nel 2024 avete elaborato il primo piano di sostenibilità: che percorso è stato?
Il Piano di Sostenibilità 2024-2026 rappresenta l’integrazione degli obiettivi strategici del Piano Industriale 2024-2026 con le strategie ESG a testimonianza della trasversalità e permeabilità dei fattori di sostenibilità con le nostre logiche industriali. Nel dettaglio, il Piano esplicita le priorità strategiche e i relativi obiettivi nei 3 cluster ESG (Ambiente, Sociale e Governo di Impresa) a cui sono associate specifiche iniziative e progettualità, fungendo come strumento di programmazione e pianificazione di interventi e progetti di sostenibilità aziendale ad opera della Funzione ESG, in sinergia con le altre Funzioni aziendali competenti.
Il percorso per la strutturazione del Piano di Sostenibilità è iniziato a maggio 2023 quando è stata effettuata l’analisi As-is del profilo di Sostenibilità del Gruppo San Marco, prendendo in esame il Bilancio di Sostenibilità e le diverse progettualità ed iniziative in essere in ambito ESG. Successivamente, è stata condotta un’analisi di Benchmark ed una Gap Analysis valutando diversi ambiti come “Framework & Reporting, Governance, Persone e Comunità, Ambiente, Catena di fornitura, Prodotto e Packaging” al fine di definire il nostro posizionamento rispetto a queste tematiche e strutturare ulteriori iniziative in linea con le nostre priorità ed obiettivi strategici. Per una massima condivisione e coinvolgimento rispetto alla strutturazione del Piano di Sostenibilità e alle proposte inserite, l’intero processo è stato condotto con la partecipazione attiva dei membri sia del Comitato di Sostenibilità sia del Management Team. A seguito della prioritizzazione delle iniziative, sono state effettuate degli incontri di dettaglio con le singole Funzioni fino ad arrivare all’approvazione del Piano di Sostenibilità da parte del Consiglio di Amministrazione di San Marco Group.


Tra le tante iniziative, vuoi citarne alcune contenute nel piano?
A conclusione del primo anno di implementazione del Piano di Sostenibilità, diverse sono state le iniziative realizzate in tutti e tre gli ambiti ESG. A testimonianza del nostro impegno nei confronti di tutti gli aspetti ESG, San Marco Group ha ottenuto la medaglia GOLD nel rating internazionale di sostenibilità EcoVadis, posizionandosi nella TOP 5% delle aziende valutate dal rating con un punteggio superiore a 75 punti su 100 nelle quattro aree trasversali di valutazione (Ambiente, Pratiche Lavorative e Diritti Umani, Etica ed Acquisti Sostenibili). Particolare attenzione è stata posta su due versanti dell’ambito Social: la Parità di Genere e la Salute e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro. A dicembre, infatti, sono state ottenute due certificazioni di rilevante importanza a livello nazionale ed internazionale: la certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla Parità di Genere e la certificazione ISO 45001 sulla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro. Con l’obiettivo di avviare un percorso sistemico di cambiamento culturale su queste tematiche, l’Azienda ha implementato diverse iniziative e progettualità all’interno dei Sistemi di Gestione dedicati.
Per quel che concerne la sostenibilità sociale, sono diversi i traguardi definiti dal Piano, che punta a mettere in campo iniziative in grado di migliorare l’ambiente di lavoro e contribuire allo sviluppo di collaboratori e comunità. 
Miriamo, in particolare, a rendere la parità di genere e l’inclusione fattori chiave nello sviluppo HR; incrementare la percentuale di donne assunte a tempo indeterminato nell’organico e di mantenere, sul totale dei dirigenti, almeno il 25% di donne con questa qualifica al 2026. Il piano si concentra anche sul rafforzamento della Talent Attraction e della Retention, al fine di registrare un tasso di turnover in uscita volontario inferiore al 8% al 2026; e, ancora, sul raggiungimento al prossimo anno di almeno il 30% di valore convertito in welfare sul totale dell’importo convertibile. Desideriamo infine registrare almeno il 90% di sponsorizzazioni ad associazioni culturali e a iniziative sportive e sociali nel territorio in cui operiamo (rispetto al totale delle sponsorizzazioni erogate), in ciascun anno del triennio 2024-2026: di particolare importanza sono, per noi, i progetti legati al supporto alla genitorialità, alla parità di genere, come l’erogazione di borse di studio per le studentesse STEM, e all’inclusione, con iniziative rivolte a rifugiati e a persone con disabilità.

 

Qual è la sfida più grande da vincere nel mondo della sostenibilità?
La sfida più grande da vincere è probabilmente quella di diffondere una cultura della sostenibilità che coinvolga tutti gli attori della società, dalle istituzioni alle imprese, fino ad arrivare ai singoli individui. Una cultura che richiede collaborazione e condivisione collettiva di conoscenze, competenze e risorse. Una cultura che parta dalla consapevolezza che per raggiungere obiettivi comuni è richiesto un cambiamento profondo dell’agire individuale e collettivo nella nostra società rispetto alle imminenti questioni ambientali, sociali ed economiche. Oggi risulta quindi cruciale diffondere i principi di sostenibilità con tutti gli stakeholder, mettendo in pratica comportamenti virtuosi giorno dopo giorno.
Una ulteriore sfida che un’azienda chimica come la nostra è chiamata ad affrontare consiste nel coniugare l’innovazione e la performance dei prodotti con un impatto ambientale sempre minore lungo tutto il ciclo di vita: dalla selezione delle materie prime e la scelta responsabile dei fornitori all’efficientamento dei consumi e la gestione responsabile di rifiuti nel processo produttivo, così come sulla scelta del packaging e su una comunicazione corretta e trasparente. Nell’ambito delle risorse umane è più che mai centrale la promozione del benessere dei dipendenti attraverso programmi di salute e iniziative per la conciliazione vita-lavoro: progetti che ormai da tempo stiamo mettendo in atto, anche grazie a collaborazioni di grande rilievo come quella con Fondazione Veronesi ETS, che si articola in diverse iniziative incentrate sulla prevenzione e la promozione di corretti stili di vita. Cruciali sono anche la responsabilizzazione dei dipendenti e l'incentivazione ad adottare comportamenti virtuosi: anche in questo ambito siamo già attivi, con attività dedicate all’alimentazione consapevole e zero-waste e alla mobilità dolce. Siamo infatti consapevoli del fatto che la transizione verso un modello di business più sostenibile richiede un cambiamento culturale all’interno dell’azienda, che deve essere sostenuto da iniziative costanti e concrete.

Lei si occupa di HR all'interno dell’azienda: qual è l'aspetto che è cambiato di più nella gestione delle persone negli ultimi anni?
Le aziende di oggi si trovano ad affrontare una sfida duplice: da un lato, la crescente difficoltà nel fidelizzare i giovani talenti, che presentano aspettative e priorità diverse rispetto alle generazioni precedenti; dall'altro, la necessità di gestire un team composto da persone di diverse età, con background, esperienze e stili di lavoro differenti.
I giovani ricercano un ambiente lavorativo stimolante, che offra opportunità di crescita, flessibilità e un buon equilibrio tra vita privata e professionale. Sono attratti da aziende con un forte purpose aziendale e che dimostrino attenzione ai temi sociali e ambientali. Inoltre, sono abituati a un mercato del lavoro dinamico, dove cambiare lavoro è un'opzione sempre più frequente. Per fidelizzarli, è cruciale che le aziende sappiano creare un ambiente di lavoro inclusivo e trascinante, offrire percorsi di carriera chiari e strutturati, fornire feedback regolari e utilizzare la tecnologia in modo strategico per migliorare la comunicazione e la collaborazione.
Allo stesso tempo, le aziende devono imparare a gestire team multigenerazionali, valorizzando le diverse esperienze e competenze di ogni persona. È importante promuovere una comunicazione aperta e trasparente, creare occasioni di scambio e di apprendimento reciproco e adottare un approccio flessibile che tenga conto delle esigenze di tutti. Le generazioni più anziane, con la loro esperienza e saggezza, possono fare da mentore ai più giovani, mentre questi ultimi, con il loro entusiasmo e la loro familiarità con le nuove tecnologie, possono contribuire a portare innovazione e nuove idee in azienda. In conclusione, la capacità di attrarre, fidelizzare e gestire talenti di diverse generazioni è un fattore chiave per il successo delle aziende di oggi. Quelle che sapranno creare un ambiente di lavoro inclusivo e attento alle esigenze di tutti saranno in grado di costruire team performanti e affrontare con successo le sfide del futuro.

 

“Crediamo che la nobiltà d’animo – fatta di correttezza, trasparenza ed etica – sia ciò che realmente ci distingue e ci guida nel costruire il futuro.” – Mariluce Geremia

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